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| up  «Stefan», disse sospirando, e sorrise. Oh, era piacevole. Doveva essere questa la sensazione che provava un uccello in volo. «Non pensavo che sarebbe andata a finire così», disse, in tono mesto. Gli occhi verdi di Stefan erano umidi. Si rimepirono di nuovo di lacrime, ma il giovane le restituì il sorriso. «Lo so», disse «Lo so, Elena». Lui comprendeva. Era un bene; era importante. Ora era facile distinguere le cose che contavano realmente. E la comprensione da parte di Stefan valeva per lei più del mondo intero. Le sembrò che fosse passato tanto tempo dall'ultima volta che l'aveva guardato in viso. Da quando si era soffermata ad apprezzare la sua bellezza, i suoi capelli neri e gli occhi verdi come foglie di quercia. Ma lo fece ora, e vide l'anima del giovane trasparire in quegli occhi. Ne è valsa la pena, disse fra sé e sé. Non volevo morire; non voglio morire ora. Ma lo rifarei, se fosse necessario. «Ti amo», gli disse. «Ti amo», disse Stefan, stringendole più forte la mano. Aveva pensato che in un momento simile si sarebbe sentita terrorizzata. Ma non lo era, non finché Stefan le fosse rimasto accanto. «Non ho detto addio a Bonnie e Meredith. O a zia Judih. Devi dire loro che le adoro». «Glielo dirò», la rassicurò Stefan. «Puoi dirglielo di persona», ansimò un'altra voce rauca e stridente. Damon si era trascinato sul pavimento dietro a Stefan. Aveva il volto devastato, striato di sangue, ma i suoi occhi neri la guardarono con fervore. «Usa la tua volontà, Elena. Resisti. Tu ne hai la forza...»Gli rivolse un debole sorriso. Lei sapeva la verità. Quel che stava accadendo era soltanto la conclusione di ciò che era cominciato due settimane prima. Aveva avuto tredici giorni a disposizione per aggiustare le cose, per riparare il torto fatto a Matt e dire addio a Margaret. Per dire a Stefan che lo amava. Ma ora il periodo di grazia era finito. Eppure, non aveva senso ferire Damon. Amava anche lui. ©
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